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Abitare come bene comune: investimenti, ricerca e nuove strategie per l’housing sociale

Si è tenuta il 7 maggio, presso la sede di Politecnica a Modena e in collegamento webinar, la tavola rotonda “Investimenti e ricerca sull’abitare: prospettive dalla cooperazione e dal sistema delle imprese”. L’incontro rientra nel ciclo di workshop “Visioni, pratiche e strategie”, promosso a supporto della III edizione del Premio Politecnica Futura, dedicato al tema Abitare bene comune.

L’appuntamento ha rappresentato un’importante occasione di confronto sul futuro dell’housing sociale e delle politiche abitative in Italia, mettendo in dialogo cooperazione, istituzioni e sistema delle imprese. Sono intervenuti Stefano Betti (ANCE), Marcello Capucci (Direttore Area Progettazione urbana strategica e Servizio Pianificazione urbanistica del Comune di Reggio Emilia), Rita Ghedini (Presidente Legacoop Bologna) e Rossana Zaccaria (Presidente Legacoop Abitanti).

Ripensare i modelli abitativi

Dal dibattito è emersa con forza la necessità di ripensare i modelli abitativi a partire da un concetto chiave: l’abitare come bene comune. Non più solo edilizia residenziale, ma costruzione di comunità e sviluppo di un’infrastruttura sociale capace di integrare servizi, relazioni e qualità urbana. In questo quadro, diventa fondamentale un approccio multidisciplinare che coinvolga progettisti, amministrazioni pubbliche, cooperative e imprese, al fine di tradurre strumenti normativi e pianificatori in interventi concreti ed efficaci.
Uno dei principali nodi critici riguarda il quadro normativo. I riferimenti attuali, dalla legge urbanistica del 1942 al Testo Unico dell’Edilizia del 2001, risultano non più adeguati ad affrontare le trasformazioni in atto. La complessità burocratica rallenta i processi decisionali e ostacola lo sviluppo di nuovi progetti di edilizia residenziale sociale. In Emilia-Romagna, in particolare, si registra una fase di stallo, soprattutto sul fronte della rigenerazione urbana, che rappresenta invece una leva strategica per rispondere alla domanda abitativa e riqualificare il patrimonio esistente.

Impatto degli interventi

Parallelamente, la domanda di casa è profondamente cambiata. Cresce la necessità di soluzioni abitative flessibili, accessibili e diversificate, capaci di rispondere a bisogni differenti: giovani, famiglie, anziani, lavoratori in mobilità. Questo implica lo sviluppo di nuovi mix abitativi e un ripensamento delle tecniche costruttive e dei materiali, con una crescente attenzione alla sostenibilità ambientale, all’efficienza energetica e alla qualità dell’abitare.
Un ulteriore elemento centrale riguarda la valutazione dell’impatto degli interventi. Non solo economico, ma anche sociale, in linea con le politiche europee che riconoscono l’housing come fattore strategico per la competitività, la coesione territoriale e lo sviluppo sostenibile.
Per affrontare queste sfide, è necessario rafforzare gli strumenti operativi, semplificare le procedure e promuovere un dialogo strutturato tra cooperazione, imprese e istituzioni. Solo attraverso una collaborazione stabile e una visione condivisa sarà possibile sviluppare modelli innovativi di housing sociale, capaci di rispondere in modo efficace e inclusivo ai nuovi bisogni abitativi.
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